Perché guardare The Witcher

Poster of “The Witcher” by Netflix

Il 20 dicembre 2019 è stato rilasciato da Netflix “The Witcher”, una serie tv di manifattura polacca che narra le avvenute dello strigo (ossia Witcher) Geralt di Rivia, indomito ed abilissimo guerriero che ha svolto un lungo e faticoso apprendistato che lo ha portato a diventare quello che è: un crudele e spietato mercenario che uccide mostri su commissione, dietro compenso. In realtà scopriremo che Geralt è tutt’altro che spietato. Il nostro Witcher segue un codice d’onore che lo porterà a proteggere tutte le creature reiette e maledette, riscattandole da destini infausti. Ma questo non è un riassunto della serie, dal momento che sono qui per invitarvi a guardare lo show “The Witcher”. Andiamo per ordine… Il pubblico, come si sospettava, è stato a dir poco vasto. Tra le critiche positive e negative degli appassionati, fedeli alla versione dell’omonimo videogioco (The Witcher, sviluppato dalla CD projekt RED) ed all’opera scritta dal polacco Andrzej Sapkowski., lo show ideato da Lauren Schmidt Hissrich è stato rinnovato per una seconda stagione che uscirà nel 2021. Ora, a dispetto di ogni pregiudizio comparativo tra serie ed opera prima del romanziere Andrzej Sapkowski,The Witcher può essere considerato un buon prodotto audiovisivo, ed ecco i motivi sottesi a quest’affermazione:

  • The Witcher è una serie fantasy, genere che vanta pochi precedenti nella “seriografia” di Netflix (considerando il fantasy nelle sue connotazione precipue)
Picture of the actor Henry Cavill
  • The Witcher vanta nel cast un attore di talento qual’è Henry Cavill (Superman ne L’uomo d’acciaio, in Batman v Superman: Dawn of Justice e in Justice League, Montecristo, Stardust, Immortals, Basta che funzioni di Woody Allen, I Tudors) il quale, da vero fan in primis della serie di giochi e romanzi, ha lavorato egregiamente sul personaggio di Geralt, modulando gestualità e inflessioni vocali.
  • Le tematiche affrontate nella serie “The Witcher” vanno ben oltre il puro e semplice fantasy, arricchendo il discorso sui fronti della socialità, il razzismo, la solitudine, il ruolo della donna, l’odio, l’onore e il riscatto.
  • La temporalità in “The Witcher” viene affrontata in maniera intelligente per cui, anziché costringere lo spettatore a districarsi in lunghi e complessi percorsi che costringerebbero ad analizzare i personaggi un per volta, rischiando poi di dimenticare alla fine le vicende di ciascuno, intreccia i fili temporali organizzando un discorso che tiene conto contemporaneamente di tutti i 3 personaggi principali (Geralt, Yennefer e Ciri) passando agevolmente dalle vicende di uno a quelle dell’altro. In tal modo l’attenzione non rischia di calare.
  • Il linguaggio è estremamente curato, fedele al videogioco ed ai romanzi. Inoltre lo slang di “The Witcher”, in consonanza all’attitudine dell’autore, risulta fortemente moderno.
Joey Batey as Jaskier
  • “Toss a Coin to your Witcher🎶” un ritornello che non abbandona facilmente l’orecchio dello spettatore, insieme ad una discreta colonna sonora.
  • Le locations di “The Witcher” non sono raccattate alla buona: il setting principale per i vari episodi, infatti, è stato predisposto in Uruguay, nell’America meridionale.

Ed ora, bando alle ciance. Analizziamo anche i “contro” di “The Witcher”.

  • Ebbene sì, gli effetti speciali non sono così Speciali, ed i costumi lasciano un po’ a desiderare. La pecca si può però ascrivere ad una questione di budget: data l’audience, si spera che la cosa venga risolta nella seconda stagione.
  • L’interruzione brusca; per chi non ha letto i libri, il finale della prima stagione di “The Witcher” può risultare un po’ “traumatico” (non spoilero il perché). Sebbene non sia pienamente d’accordo con questa scelta, per via soprattuto della distanza che intercorrerà tra la prima e la seconda stagione) mi rimetto alla decisone dei registi.
  • Alcuni dettagli che fanno storcere il naso: l’attrice Anna Shaffer (Triss Merigold) ha la pelle olivastra e i capelli scuri (il suo personaggio, invece, nei videogiochi ha la pelle chiara e i capelli rosso fuoco); Fringilla è interpretata da Mimi Ndiweni che è nera.

Responso: Vale la pena di vedere “The Witcher”?

Si. Voto: 7+

Henry Cavill as the witcher Gertalt of Rivia

Lasciate un commento e suggerite nuovi spunti. A breve entrerò nei dettagli dei personaggi, analizzando punti focali delle personalità di Geralt e Yennefer. Risponderò ad una domanda che mi è stata fatta: “Perché Yennefer è così ossessionata dal desiderio di maternità? Perché vuole cambiare un destino che ella stessa ha scelto?” La risposta è molto più complicata di quanto sembra, e c’è un perché che traspare in superficie ma non viene mai analizzato a fondo. Del resto in “The Witcher” nulla è semplice come può apparire. Non c’è un buono ed un cattivo, un giusto ed un sbagliato. Il male minore non esiste. Il male è male.

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